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IRONIC
An old man, turned ninety-eight
He won the lottery, and died the next day
It's a black fly, in your Chardonnay
It's a death row pardon, two minutes too late
And isn't it ironic, don't you think?
[Refrain]
It's like rain on your wedding day
It's a free ride when you've already paid
It's the good advice that you just didn't take
And who would've thought, it figures
Mister Play-It-Safe, was afraid to fly
He packed his suitcase, and kissed his kids goodbye
He waited his whole damn life, to take that flight
And as the plane crashed down, he thought "Well isn't this nice"
And isn't it ironic, don't you think?
[Refrain]
Well life has a funny way of sneaking up on you
When you think everything's okay
And everything's going right
And life has a funny way of helping you out
When you think everything's gone wrong
And everything blows up in your face
A traffic jam, when you're already late
A no-smoking sign, on your cigarette break
It's like ten-thousand spoons,
when all you need is a knife
It's meeting the man of my dreams,
and then meeting his beautiful wife
And isn't it ironic, don't you think?
A little too ironic, and yeah I really do think
[Refrain]
Life has a funny way of sneaking up on you
Life has a funny funny way of helping you out
Helping you out
Un vecchio signore compì novantotto anni
Vinse alla lotteria, e il giorno seguente morì
È come una mosca nel tuo Chardonnay
È un'assoluzione in punto di morte due minuti troppo tardi
E non è ironico, non pensi?
[Ritornello]
È come la pioggia nel giorno del tuo matrimonio
È un giro gratuito quando hai già pagato
È il buon consiglio che non hai seguito
E chi l'avrebbe mai pensato che fosse così
Il signor Prudente aveva paura di volare
Chiuse la sua valigia e diede ai suoi bambini il bacio di arrivederci
Attese per tutta la sua maledetta vita prima di prendere quel volo
E quando l'aereo si schiantò al suolo lui pensò "Beh, non è granché"
E non è ironico, non pensi?
[Ritornello]
Beh, la vita ha un modo curioso di scivolarti addosso
Quando pensi che tutto sia okay
E tutto stia andando bene
E la vita ha un modo curioso di aiutarti a uscirne
Quando pensi che tutto sia perso
E tutto ti esplode in faccia
Un ingorgo quando sei già in ritardo
Un segnale di vietato fumare nella tua pausa-sigaretta
È come diecimila cucchiai
quando tutto ciò di cui hai bisogno è un coltello
È incontrare l'uomo dei miei sogni,
e poi conoscere la sua bellissima moglie
E non è ironico, non pensi?
Un po' troppo ironico, e sì, lo penso veramente
[Ritornello]
Beh, la vita ha un modo curioso di scivolarti addosso
E la vita ha un curioso, curioso modo di aiutarti a uscirne
Aiutarti a uscirne
Questa canzone l’ho sempre adorata, da circa 10 anni a questa parte…ma forse l’ho anche un po’ odiata. E’ così vera, così cruda.
Perché insomma, diciamocelo sinceramente, facciamo così tanta fatica, giorno dopo giorno, per cercare di costruire qualcosa che ci piaccia e di cui essere fieri: un bel lavoro, una famiglia, degli affetti…però…c’è sempre l’imponderabile, l’inaspettato, l’illuminazione…quel qualcosa che in un attimo sconvolge tutta la tua vita, quando appunto credi di essere “realizzato”, quando dici “oh, ci siamo, adesso proprio non mi manca niente”, tutto è okay e la mia vita sta andando su binari tranquilli, come dice la canzone. E proprio in quel momento magari arriva il terremoto. Perché, come ho scritto ieri nel mio commento al post della He, avevo tante cose che mi frullavano in testa, che ho ritrovato tutte in questa canzone…che il paesaggio del cuore è un continuo movimento che nessuno può arrestare, e, citando testualmente il nostro grande amico di blog Paolo, soprattutto un sentimento non è mai uguale a se stesso e non è eterno…questa è una grande realtà con la quale dobbiamo fare i conti, sì…
E’ certamente vero che c’è tanta ironia (a volte crudeltà) nel modo in cui la vita scombina i nostri piani, quando meno ce l’aspettiamo e quando in fondo siamo contenti per quello stato di cose, che è tranquillo, che ci va bene…ma forse è tanto bella proprio per questo.
Da momenti di grande sconvolgimento e sofferenza, per quanto mi riguarda sono sempre arrivate tante sorprese positive, alla fine…tante persone meravigliose che sono entrate nella mia vita quasi per caso, e alla fine chissà come ci si ritrova sì con tante cicatrici, ma più ricchi dentro, più forti, più consapevoli, e non si tornerebbe indietro per niente al mondo.
Sì…”la vita ha un curioso, curioso modo di aiutarti ad uscirne”…
Dunque, visto che sull’argomento “amore” mi sono decisamente bloccata (perché non lo cerco, perché non lo trovo, perché la mia mente si isola volontariamente su un’isola deserta in attesa dell’illuminazione divina, perché mi piace perdermi in mille ragionamenti diversi…boh), parlerò di un altro argomento che mi preme tantissimo, sul quale ho le idee altrettanto confuse e sul quale probabilmente vaneggerò, in questo post…l’amicizia. Un sentimento altrettanto capace di coinvolgere e sconvolgere, di suscitare invidie, gelosie...amore. Già, ma che differenza c’è tra l’amore e l’amicizia? E vai con la classica risposta “eh, facile, non c’è il coinvolgimento fisico”. Solo quello? Si riduce solo a questo, la differenza? Mah. Anche su questo fronte sono parecchio confusa. Secondo me è una differenza talmente labile. Ti ricordi, He? Ne parlavamo giusto l’altro giorno, dicevamo che in fondo anche nello stabilire rapporti di amicizia, ci deve essere qualcosa che ti attira di quella persona, che ti piace, un certo coinvolgimento, di qualsiasi tipo sia…il classico “sì, quella persona mi piace a pelle, non so perché…ma mi piace.” Come dice sempre il mio pazientissimo tutor che mi ha insegnato a tenere corsi in aula, quando si dice che una persona ti piace a pelle, così, senza nessuna spiegazione plausibile, ti devi guardare indietro, ma di decine di anni…ritornare ad odori sentiti per la prima volta, sensazioni, che razionalmente non ricordi, ma sono lì, e inconsciamente tornano fuori solo con specifiche persone.
Se ripenso alla mia vita, se faccio un percorso a ritroso, mi rendo conto che a qualsiasi evento più o meno felice della mia vita, associo sempre l’amico/a con cui ero…è una cosa strana, ma davvero la mia vita è stata segnata e condivisa totalmente dalle persone che erano vicine a me e che in quei momenti erano indispensabili, con le quali sono cresciuta, nei momenti belli e brutti….soprattutto quelli belli. Perché il vero sentimento chiamato amicizia, si condivide nelle gioie…come mi diceva un mio caro amico pochissimo tempo fa, è facile star vicino a chiunque nei momenti brutti…anzi spesso ci cerchiamo un semi-sconosciuto che ascolti le nostre storie sofferte, una persona estranea a tutto, di cui non hai vergogna nel confessare anche le cose più scottanti. Il vero amico è colui che senza secondi fini, senza invidia, gioisce con te…che è lì vicino, tutto sorridente, a brindare ad una vittoria, alla nascita di un nuovo amore, ad una promozione.
Mi ritengo una persona molto fortunata, perché nella mia vita posso dire di aver avuto delle amicizie che forse sono state vissute molto più intensamente dei miei amori, che mi hanno fatto ridere, piangere, aiutato ad essere quello che oggi sono, e che comunque sono rimaste sempre dentro di me, anche nel silenzio.
Nell’adolescenza vedevo gli amici come dei compagni di giochi…oggi sono dei compagni di vita. Con i quali mi confronto, a volte litigando (fra teste dure ci si intende; io poi sono un cancro dominato dalla luna, quindi ho sempre la scusante, in quei giorni di follia…), ma alla fine ne usciamo tutti più forti e uniti di prima.
Come al solito faccio tante domande a tutti, sui grandi dilemmi che mi fanno riflettere e a cui non riesco a dare risposta…mi sento molto giornalista, in alcuni casi (un po’ come in un libro che mi ha cambiato la vita, “Lo zahir”, in cui una giornalista fa sempre a fine intervista la stessa fatidica domanda al malcapitato di turno “ma tu sei felice?”..domanda inquietante, secondo me, che potrebbe mettere in crisi chiunque ci si metta a riflettere su, attentamente. Magari ne parlerò nel prossimo post), e come al solito fioccano mille risposte…ma prima della nascita di un amore, c’è sempre prima un’amicizia? Un feeling che viene prima di ogni altra cosa…una comunione di anime, senza la quale si ha solo…sesso? Ma in mezzo all’amore continua comunque a vivere l’amicizia che c’era prima? La stessa spensieratezza, la stessa sincerità? Oppure c’è subito un colpo di fulmine, un’attrazione sessuale a cui poi forse si aggiungerà altro? E quando un amore finisce? L’amicizia è possibile o no? Dopo che con una persona hai condiviso tutto, magari per anni interi…si riesce a mantenerla, un’amicizia?
Mah…che cavolo vorrà dire “essere amici”? E “essere innamorati”? Ieri sera mi hanno dato queste risposte “c’è una diversità nei progetti che si fanno insieme, un modo di vedere e vedersi riflessi nell’altro, che è diverso, a seconda se hai davanti un amico o il tuo amore, cambia anche il tono di voce, pensa te”. Altri mi hanno risposto “nel modo più assoluto, se c’è un’amicizia non potrà mai esserci nessun’altra cosa”, e altri ancora “sì, può succedere che un’amicizia si trasformi in amore ma sono eccezioni”.
Senza voler generalizzare un argomento tanto ostico, e senza alcuna presunzione di trovare risposte perché non ne ho, perché poi alla fine ognuno di noi le trova vivendo, dentro se stesso…a voi la sentenza. Intanto godiamoci gli amici.
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E’ il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
Quando l’amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore: nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce dal silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall’amico non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara dalla pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito. Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l’amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che conosca anche la piena. Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita, poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia, poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
Dedicato ai miei amici, quelli veri. Che io amo. Che sopportano i miei momenti di tormento, di confusione, quando mi sembra di cadere in un burrone senza fine e non mi riconosco più…eppure loro sono sempre lì che mi ripescano, mi fanno ritrovare me stessa, con un sorriso, un bacio, una canzone, una poesia, una battuta scema, una cena al cinese a mangiare porcherie, una partita a racchettone sulla spiaggia, una sana ubriacatura.
Ma quanto si può arrivare a soffrire per un'altra persona?
Perdere la propria dignità, farsi umiliare...perdere se stessi.
E' come aver combattuto una guerra, alla fine non vince mai nessuno, ci sono solo ferite, e macerie. Poi arriva il momento della ricostruzione. Il più duro, il più sofferto, il più doloroso, il più rabbioso. E' quando acquisti consapevolezza di quello che è successo...di quello che hai sopportato...di quello che ti sei fatto fare. Fin nel profondo del cuore.
Sì, perché, mentre combatti la guerra, non ti rendi conto, non pensi lucidamente, c'è solo la foga di arrivare, e in quel momento non capisci che non vai da nessuna parte. Sei solo lì che corri, non ascolti chi è vicino a te, chi vede le cose lucidamente, chi ti consiglia di fermarti, che quella guerra la stai perdendo, che stai andando contro i mulini a vento...no, loro proprio non capiscono, non sentono quello che senti tu, loro non possono sapere, non possono capire, come potrebbero? E tu sei lì che continui ad affannarti, a correre, a sudare...a farti prendere in giro.
Vedi una macchina parcheggiata nel posto sbagliato. Fai finta di niente.
Vedi una foto che non dovevi vedere. Sarà un equivoco.
Vedi un sms, un nomignolo un pò troppo intimo. Sarà uno scherzo tra amici.
Sei ad una festa, tutti se ne vanno...ma c'è una persona che invece rimane lì in casa, al posto tuo. Boh, sarà stanca.
Tu hai sempre una spiegazione. A tutto. Ti racconti delle meravigliose balle, e ci credi. E ti crei il tuo castello fatto di stronzate.
Poi, semplicemente arriva la battaglia finale, inaspettata. Tu non lo sai che quella è la fine, te ne rendi conto solo dopo mesi. Finisce la guerra, senza traumi, anzi c'è un certo senso di sollievo, finalmente ti puoi riposare. Solo poche frasi, pochi comportamenti...FINE. Perché non ne puoi più, perché quelle parole le hai sentite mese dopo mese, sempre le stesse. E' un gesto di troppo, una parola di troppo, uno sguardo un pò più duro del solito.
Tu sei lì che piangi e dici "ora basta, ora davvero basta". Ma quante decine di volte lo avevi già detto? Ma chi credi di prendere in giro, ormai??? Fra due giorni sei di nuovo lì in trincea, stanco, ma sei lì. E invece questa volta no. Dopo mesi, te ne rendi conto...il castello si sgretola, giorno dopo giorno, e ora è lì in rovina. Finalmente vedi le cose per quello che erano. Per quello che non sono mai state.
Perché questo non è amore. L'amore è, come dicevo nel mio precedente post, guardarsi l'un l'altro e sorridere. Essere felici solo perché si hanno davanti quegli occhi meravigliosi, perché quelli ti bastano, non ti serve altro.
Capire queste cose non significa evitare le guerre future...chissà quante ancora ne combatterò. L'importante è credere che in mezzo a mille guerre, magari un castello vero ce la farò, a costruirlo. E mi ricompenserà di tutti gli sforzi fatti, delle mille battaglie combattute.
#1 05 Maggio 2007 - 13:51
Care ragazze...
Ben tornate!! :)
Com'è andato il viaggio?
Bella l'idea di fare un confronto degli stati d'animo e delle esperienze legate a Parigi nei diversi anni...
Le prime frasi di questo nuovo post mi rimbombano alle orecchie come un frastuono familiare: cara Lu, non vale mai la pena soffrire per un'altra persona...
Purtroppo sì, si arriva anche a perdere la dignità, a farsi umiliare, a perdere se stessi e tutti i propri sogni, obiettivi ed interessi...
Fino a toccare il fondo...
Ma poi si rivede la luce...
E c'è la risalita... :)
Un abbraccio ad entrambe...
By
#2 06 Maggio 2007 - 17:33
Mi sono accorta che m'avete linkato..
Grazie..
#3 13 Maggio 2007 - 13:36
Quante volte con le lacrime agli occhi ho ripetuto a me stessa "basta, ora davvero basta" ma come dici tu non è facile, dopo due giorni si è ancora li a combattere e raccontarsi palle, perchè? perchè si sta attaccati ad un filo, ad una speranza... ed è dannatamente vero che non si ascoltano le persone vicine, che ti vedono annullata e preoccupati ti sbattono davanti la verità, ma tu non vuoi capire, no.
Io sto ancora combattendo forse non più per un sentimento che ho capito non esiste dall'altro lato della "strada", ma per una sorta di giustizia, di principio, della serie "non è giusto"... spero di arrivare presto alla parola Fine.
#4 13 Maggio 2007 - 22:21
L'amore è, come dicevo nel mio precedente post, guardarsi l'un l'altro e sorridere. Essere felici solo perché si hanno davanti quegli occhi meravigliosi, perché quelli ti bastano, non ti serve altro.
:)
#5 14 Maggio 2007 - 11:46
Stavo parlando proprio poco fa di questi "impantamenti", con una persona speciale. Dice che è una gran perdita di tempo. Giustissimo. Allora lasciamo perdere i perché, i ma e i forse, e andiamo incontro a chi ci vuole, a chi ci fa star bene, a chi ci fa sorridere e divertire...
#6 14 Maggio 2007 - 20:15
E andiamoci incontro con il cuore pulito, se ci riesce...
O con uno spazzolone sottobraccio da usare in emergenza.
Ma niente polvere sotto il letto o scheletri nell'armadio, mettiamo il cuore a prendere aria :-)
#7 14 Maggio 2007 - 23:48
dimenticate la cosa più importante: l'amore. Se è davvero amore non si può andargli contro ma accettarlo anche se non siamo corrisposti. Semplicemente imparare ad accettare che esista e ci riempia senza volere niente in cambio. Non bisogna farsi calpestare da nessuno certo, ma nemmeno da se stessi, e quando ci si fa male quasi sempre è male che ci facciamo da soli. Si può cambiare punto di osservazione e amare comunque chi non ci ama e continuare a vivere la nostra vita. L'esperienza ci fortifica e ci fa capire che è inutile struggerci e distruggerci, si può prendere quello che di bello c'è. Sono meravigliosi i suoi occhi?goditeli, perchè negarti quanto di bello uno sguardo può darti? non devi soffrire per uno sguardo, ma sorridergli. buona fortuna.
BJ
#8 15 Maggio 2007 - 11:09
Su una cosa hai di certo ragione: se l'amore c'è, c'è, non te lo devi negare a te stesso. Però è decisamente meglio trasformare quell'amore in un altro sentimento, che rimarrà per sempre. Perché, insomma, come mi è stato detto poco tempo fa, essere ricambiati in amore non è che faccia poi tanto schifo...meglio cercare questo :-)))
“Nessuno può dettar legge all’amore; non gli si possono dare ordini e non lo si può rimettere in riga con le lusinghe.
L’amore appartiene a se stesso, sordo alle suppliche e irremovibile di fronte alla violenza.
L’amore non è qualcosa di negoziabile.
L’amore è la sola cosa più forte del desiderio e l’unica vera ragione per resistere alle tentazioni.”
L’amore. In questi giorni ho parlato tanto di amore. Ho letto tanto riguardo all’amore. Sofferenza, felicità mai provata prima…quell’attimo perfetto, l’amore vero, quel mito di cui si parla tanto. Incomprensioni, tradimenti, distrazioni. Non si finisce mai di parlare dell’amore, di tutti i suoi mille aspetti, e il bello è che non si arriva mai ad una risposta, solo tante domande.
Si sente dire di tutto….l’amore. Io ho fatto spesso questa domanda, ultimamente “ma tu sei sicuro di essere mai stato innamorato? Ma poi, che vuol dire, essere innamorati?” E lì che comincia tutta la disquisizione…no, ma bisogna distinguere il sesso dall’intelletto, no, ma si può essere innamorati solo se ci sono tutti e due. No, invece no, può esserci anche un solo aspetto e si chiama passione, se c’è solo l’altro aspetto, è un amore platonico. Io ci penso un attimo e poi mi dico: che casino. Non c’è regola, proprio non esiste.
Io non la vedo poi così complicata…la vedo, come mi disse tanti mesi fa una carissima amica, come una sensazione per la quale ti alzi la mattina, vedi il tuo amore, e non puoi fare a meno di sorridere, perché esiste, perché è lì che a sua volta ti sorride, perché non vorresti essere in altro posto, perché vuole essere la prima persona a parlarti la mattina, a farti ridere, a sussurrarti che, comunque andrà la giornata a lavoro, al tuo ritorno la ritroverai lì, sempre a sorriderti. E tu vorresti donargli tutto quello che hai dentro, senza remore, senza egoismi, senza false promesse, senza nasconderti dietro mille paure….tutto quello che hai, sarà suo. Ma qual è il vero problema? E’ che non tutti la vedono così.
Già, quante volte mi sono sentita ripetere la stessa mitica frase “Ogni persona ha il proprio modo di amare”. Non c’è un modo più o meno intenso, non c’è un modo più o meno giusto, ce ne sono un’infinità…tutti meravigliosi per chi li prova, su questo non ho più dubbi. Ma magari non coincidono. Anzi, quasi mai. E uno con chi se la prende? Con nessuno, semplicemente dici “Oh, io sono fatto così, che ci posso fare”. Se mi guardo indietro, mi accorgo che è sempre stato questo il motivo della fine dei miei amori, anche quelli più grandi e belli. Lui magari ti tradisce, ma per lui è solo una cosa fisica, lui ama te. Per te è la morte. A volte invece si è semplicemente stanchi, sfiniti, perché non si riesce proprio ad adattarsi al modo di amare dell’altro. Credo che questa simbiosi sentimentale sia la cosa più difficile da trovare, l’equilibrio più difficile da raggiungere. A me sembra un miraggio, io non ci sono mai riuscita. Ma poi, sarà possibile? Trovare una persona che lo sente come me, l’amore. Sul suo modo di viverlo e rispettarlo senza farsi male, sul darsi completamente, con fiducia, con rispetto, con dedizione, con gentilezza.
Concludo dicendomi…cerca le emozioni, cerca chi ti fa emozionare solo con una parola, un pensiero o uno sguardo...la risposta è lì.
“L’emozione….non ho nulla che mi difende dall’emozione..…è come se le cose entrassero direttamente nei miei occhi…nel mio cuore”.